Odio i benpensanti, il perbenismo, il political correct e chi più ne ha più ne metta. Oggi il mio idolo, il mio eroe è lui: Kimmo Wilska, licenziato per avere bevuto una birra davanti alle telecamere:
giovedì 14 ottobre 2010
mercoledì 13 ottobre 2010
Questo è giornalismo?
La Symos fa un rapporto analizzando tweet, retweet e reply ed arriva alla conclusione che il 71% dei tweet postati non ha nessuna reazione e che, se ce l'ha, è, con molta probabilità, nella prima ora di vita del cinguettio.
Wired ne fa un post che viene ripreso paro paro dalla CNN il quale viene ripreso a sua volta dal "nostro" Corriere.
Questo è giornalismo?
Del resto, io l'avevo già detto che i giornalisti e l'ANSA dovrebbero imparare dai blogger.
Wired ne fa un post che viene ripreso paro paro dalla CNN il quale viene ripreso a sua volta dal "nostro" Corriere.
Questo è giornalismo?
Del resto, io l'avevo già detto che i giornalisti e l'ANSA dovrebbero imparare dai blogger.
Sedicente blogger
Non aggiungo nulla di nuovo a quanto già presente sul web, nulla di interessante o di qualità, nulla di cui si sentiva la mancanza o di cui si sentiva l'esigenza.
Mi limito a scrivere ciò che mi passa per la testa, per favore, lasciatemelo fare.
Mi limito a scrivere ciò che mi passa per la testa, per favore, lasciatemelo fare.
martedì 12 ottobre 2010
Non si può campare d'aria, neanche nel web.
Credo che la discussione riguardo alla diffusione dei contenuti sul web gratis o a pagamento non avrà mai fine. Oggi, su ilPost, viene ripreso un articolo del Guardian in cui si fanno i conti in tasca agli esperti del web.
L'accusa sarebbe quella che i sostenitori del "contenuti gratis" si farebbero pagare a peso d'oro quando vengono chiamati per partecipare a degli eventi.
La domanda sorge spontanea: che c'è di male?
Anche a me è capitato qualche volta di dare (o cercare di dare) una soluzione a qualche problema su un forum o su twitter, ma non per questo ho chiamato il mio datore di lavoro dicendogli che non volevo più lo stipendio a fine mese. E' un esempio un po' forzato, ma il principio è valido per me e per i "guru": non si può campare d'aria, neanche nel web.
C'è chi mette in rete contenuti per cazzeggio (come il sottoscritto), chi per vocazione e chi per pubblicizzare se stesso; del resto anche i musicisti sanno benissimo che un nuovo disco serve per promuovere il nuovo tour e non per fare incassi milionari con le vendite.
Nell'articolo viene citato anche Seth Godin, reo di chiedere cifre astronomiche per partecipare agli eventi e di voler viaggiare in prima classe. Per fortuna, dico io, i soldi se li fa con convegni, seminari, eventi e vendendo i suoi libri, tutto questo mi risparmia il fatto di sorbirmi pop-up, banner e text-advertising ogni volta che accedo al suo blog.
L'accusa sarebbe quella che i sostenitori del "contenuti gratis" si farebbero pagare a peso d'oro quando vengono chiamati per partecipare a degli eventi.
La domanda sorge spontanea: che c'è di male?
Anche a me è capitato qualche volta di dare (o cercare di dare) una soluzione a qualche problema su un forum o su twitter, ma non per questo ho chiamato il mio datore di lavoro dicendogli che non volevo più lo stipendio a fine mese. E' un esempio un po' forzato, ma il principio è valido per me e per i "guru": non si può campare d'aria, neanche nel web.
C'è chi mette in rete contenuti per cazzeggio (come il sottoscritto), chi per vocazione e chi per pubblicizzare se stesso; del resto anche i musicisti sanno benissimo che un nuovo disco serve per promuovere il nuovo tour e non per fare incassi milionari con le vendite.
Nell'articolo viene citato anche Seth Godin, reo di chiedere cifre astronomiche per partecipare agli eventi e di voler viaggiare in prima classe. Per fortuna, dico io, i soldi se li fa con convegni, seminari, eventi e vendendo i suoi libri, tutto questo mi risparmia il fatto di sorbirmi pop-up, banner e text-advertising ogni volta che accedo al suo blog.
venerdì 8 ottobre 2010
De Benedetti, Google e i tassisti
Siete in una città che non conoscete, prendete un taxi e chiedete al conducente se ha un ristorante da suggerirvi. Il tassista vi fa delle domande per capire i vostri gusti, il budget e il tipo di locale che desiderate.
Una volta individuate le vostre necessità, venite portati davanti al ristorante, pagate la corsa ed entrate nel locale; tutto ad un tratto il gestore del ristorante esce e si mette a rincorrere il taxi, imprecando.
Voi naturalmente siete sbalorditi e chiedete delucidazioni all'inseguitore, il quale vi spiega che è stufo che i tassisti portino clienti al suo locale senza che lui abbia un guadagno da tutto ciò.
Surreale come storia vero? Mi è venuta in mente leggendo questo articolo su Repubblica, in cui si legge:
Una volta individuate le vostre necessità, venite portati davanti al ristorante, pagate la corsa ed entrate nel locale; tutto ad un tratto il gestore del ristorante esce e si mette a rincorrere il taxi, imprecando.
Voi naturalmente siete sbalorditi e chiedete delucidazioni all'inseguitore, il quale vi spiega che è stufo che i tassisti portino clienti al suo locale senza che lui abbia un guadagno da tutto ciò.
Surreale come storia vero? Mi è venuta in mente leggendo questo articolo su Repubblica, in cui si legge:
De Benedetti ha detto di provare "grande ammirazione e invidia per chi possiede Google. Ma", ha valutato, "il motore di ricerca non può vivere da parassita. Google", ha spiegato De Benedetti, "raccoglie 400 milioni di pubblicità senza fornire alcun prodotto, ma veicolando i nostri contenuti". Insomma, ha proseguito, "non può continuare a trarre un profitto colossale dai nostri contenuti, è assurdo e non esiste".Chiamiamo un taxi?
Cagnotti a colazione
Quando sono in vacanza una delle cose che più mi gusto è la colazione.
Quest'estate, per esempio, avevo trovato a Bruxelles un simil-Starbucks dove prendevo un caffè decente, una spremuta (spremuta non succo) d'arancia e una bella fetta di torta, mi sedevo tranquillo e avevo a disposizione una selezione di quotidiani internazionali, tra cui pure Repubblica.
Per non parlare di quando consumo la colazione negli alberghi, mi faccio schifo da solo, se hanno il buffet sono in grado di assumere le calorie che basterebbero ad un lottatore di sumo per una decina di giorni.
Quando si lavora, però, i tempi sono ristretti e la colazione viene compressa in 5 minuti in piedi al bar dove mi prendo un caffè ed una brioche, è questo il punto dolente: la brioche!
Le brioche nei bar sono tutte uguali, surgelate, le infilano nel microonde e via, solitamente io prendo quelle con dentro il cioccolato, i saccottini; li avete mai visti primi di essere inseriti nel forno a microonde? Sembrano tanti cagnotti, tante camole, bianche con il puntino nero.
Che bell'inizio di giornata, cagnotti a colazione!
Quest'estate, per esempio, avevo trovato a Bruxelles un simil-Starbucks dove prendevo un caffè decente, una spremuta (spremuta non succo) d'arancia e una bella fetta di torta, mi sedevo tranquillo e avevo a disposizione una selezione di quotidiani internazionali, tra cui pure Repubblica.
Per non parlare di quando consumo la colazione negli alberghi, mi faccio schifo da solo, se hanno il buffet sono in grado di assumere le calorie che basterebbero ad un lottatore di sumo per una decina di giorni.
Quando si lavora, però, i tempi sono ristretti e la colazione viene compressa in 5 minuti in piedi al bar dove mi prendo un caffè ed una brioche, è questo il punto dolente: la brioche!
Le brioche nei bar sono tutte uguali, surgelate, le infilano nel microonde e via, solitamente io prendo quelle con dentro il cioccolato, i saccottini; li avete mai visti primi di essere inseriti nel forno a microonde? Sembrano tanti cagnotti, tante camole, bianche con il puntino nero.
Che bell'inizio di giornata, cagnotti a colazione!
giovedì 7 ottobre 2010
Aboliamo la cronaca
Non mi piace commentare i fatti di cronaca nera, anzi, non mi piace proprio la cronaca in generale, la toglierei dai quotidiani, dai telegiornali e da qualsiasi media.
Rendere noti fatti orribili non serve ad informare le persone ma a stuzzicare il loro lato morboso e perverso che nella maggior parte delle persone, per fortuna, si esprime con un interesse sfrenato verso l'accadimento, ad altri, pochi ma purtroppo ci sono, accende qualche cosa nel cervello che non avrebbe mai dovuto accendersi.
Oggi parlano tutti di Sarah: i media, i colleghi alla macchinetta del caffé, i blogger, i twitter, le massaie che fanno la spesa, tutti.
Tutti esprimono il loro sconforto e l'orrore per quanto è successo e l'odio nei confronti di chi ha potuto compiere un gesto simile, domani non ne parlerà più nessuno, aspettano tutti una nuova puntata.
Rendere noti fatti orribili non serve ad informare le persone ma a stuzzicare il loro lato morboso e perverso che nella maggior parte delle persone, per fortuna, si esprime con un interesse sfrenato verso l'accadimento, ad altri, pochi ma purtroppo ci sono, accende qualche cosa nel cervello che non avrebbe mai dovuto accendersi.
Oggi parlano tutti di Sarah: i media, i colleghi alla macchinetta del caffé, i blogger, i twitter, le massaie che fanno la spesa, tutti.
Tutti esprimono il loro sconforto e l'orrore per quanto è successo e l'odio nei confronti di chi ha potuto compiere un gesto simile, domani non ne parlerà più nessuno, aspettano tutti una nuova puntata.
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